SEBASTIAN NEGRI: "SARANNO DUE SUPERSFIDE CONTRO LE ZEBRE"

Treviso, 13 August 2020

I due derby con le Zebre sono e saranno sempre delle partite speciali. Lo sa benissimo il terza linea Sebastian Negri, Leone ormai da più di tre stagioni e punto fermo della squadra di Kieran Crowley. Proprio Negri si è fermato ai nostri microfoni parlando in particolare delle due supersfide contro le Zebre che attendono i biancoverdi alla ripresa del GuinnessPRO14.

Seb, finalmente tra poco si torna a giocare…
«Penso che tutti noi siamo carichi. Contro le Zebre saranno due battaglie molto intense, noi ragazzi stiamo lavorando molto duramente. Da quando il lockdown è finito ci stiamo allenando con grande energia, concentrazione e sì, come ho detto siamo super contenti di tornare in campo e indossare nuovamente la maglia del Benetton Rugby».

Contro le Zebre è sempre una partita particolare, un derby anche in ottica nazionale italiana.
«Sicuramente il derby è molto importante anche in ottica nazionale. Ma è ancora più importante che noi giocatori del Benetton Rugby, tutti noi ci concentriamo sul nostro ruolo in campo, ottenere un buon risultato come squadra. Focalizzarci su quei piccoli dettagli e impossessarci della partita su ogni battaglia individuale. Penso che se performiamo come un team, come una squadra, prendendoci cura di noi stessi, togliendoci la polvere di dosso e concentrandoci sulle due supersfide, finiremo bene la stagione».

Quali possono essere le chiavi più importanti della partita?
«Quando giochi un derby ci sono tante fasi chiave, a cominciare dal gioco al piede che deve essere impeccabile, oltre al dover eseguire alla perfezione il piano di gioco; i derby ti impongono di avere anche il giusto approccio mentale. Queste partite sono sempre combattute e penso che se noi lo faremo bene, mantenendo i corretti aspetti standard del nostro gioco, potremo portare a casa il risultato».

In terza linea siete tanti buoni giocatori. Sarà stimolante prendersi una maglia da titolare?
«Penso che tutti i permit players arrivati al Benetton Rugby siano stati fantastici sin dall’inizio. Non solo ottimi giocatori e grandi talenti, ma anche belle persone fuori dal campo, per me questo è ancora più importante; lavorano duro. Specialmente nel mio ruolo c’è tanta competizione, però è solo un aspetto positivo per il Benetton Rugby e pure per la nazionale italiana. Ciò porta a tenere alti gli standard, a lavorare duro, sentire il fiato dei ragazzi più giovani sul tuo collo ti porta a dare un contributo maggiore. Quindi è una cosa positiva, non solo per il Benetton ma anche per la nazionale, ci sono tanti giovani giocatori in rampa di lancio ed è eccitante far parte di ciò».


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