MARCO BARBINI: "CONTENTI DEL RISULTATO CHE VOLEVAMO FORTEMENTE"

Treviso, 31 August 2020

Una conclusione del GuinnessPRO14 2019/2020 con una vittoria per il Benetton Rugby. E nella seconda sfida agostana con le Zebre di ieri il pack biancoverde ha fatto la differenza, con Marco Barbini che da numero 8 ha sciorinato una partita costante e di alto livello tecnico, in particolare nel breakdown e nella trasmissione dell’ovale.

Marco, la squadra era chiamata alla riscossa in seguito alla sconfitta casalinga contro i Ducali e il successo è arrivato.
Sì, un risultato che abbiamo cercato, abbiamo imparato la lezione e abbiamo lavorato sugli errori. Comunque dopo un lungo stop tornare in campo non è semplice, nonostante la voglia ci sia sempre stata, però avevamo commesso troppi errori una settimana fa, soprattutto sulla disciplina. Abbiamo avuto una settimana lunga in cui lavorare, ci è servito e abbiamo portato a casa il risultato, anche se potevamo fare ancora meglio”.

La mischia ha fatto la differenza ieri sera.
La mischia è stata la piattaforma da cui abbiamo creato la maggior parte delle nostre azioni che dopo sono finite con una meta. Ci ha messo sempre nel piede avanzante o comunque ci ha dato il respiro di cui avevamo bisogno. Quindi sicuramente abbiamo migliorato la mischia, ma anche la disciplina e la fisicità che era un po’ mancata la scorsa settimana. Bene così. Ad ogni modo c’è molto da lavorare, siamo appena all’inizio“.

Monty Ioane è stato nominato man of the match, ma anche te hai disputato un’ottima gara da numero 8.
Ho fatto delle cose belle ma anche degli errori, però ci sta. Comunque Monty (Ioane ndr) ha fatto delle cose incredibili che abbiamo visto anche nel replay e nei maxischermi. Anche la prima linea ha fatto un lavoro incredibile, un lavoro che parte da lì e termina con la bella azione. Tutti quanti prima di entrare in campo ci siamo detti di mantenere un atteggiamento positivo, con energia ed è ciò che si è visto in campo, quindi non possiamo che essere contenti del risultato. Adesso abbiamo alcuni giorni liberi per poi analizzare ciò che possiamo migliorare. Dopo, vediamo se ad ottobre si ricomincia, e partire con il piede giusto“.

Che giudizio complessivo dai a questo ritorno al rugby giocato dopo tanti mesi di interruzione?
È stato comunque complicato. C’è stata una parte mentale che bisogna considerare, insieme a una parte fisica visto che sono stati mesi in cui si è rimasti a lavorare da soli a casa, poi si è tornati con il gruppo. Inoltre si deve mettere in conto che in questo periodo solitamente facciamo amichevoli, c’è molto caldo e non è molto facile giocare tutti gli 80 minuti ad alta intensità, difatti si gioca di sera. Ci sono sempre più errori durante i match di questo periodo, soprattutto con questo caldo. Perciò si può fare sempre meglio, ma è un buon punto di partenza“.


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