IL VISUALLY IMPAIRED RUGBY ARRIVA A TREVISO

Treviso, 20 Febbraio 2020

Benetton Rugby è lieto di ospitare, per la prima volta in Italia, una sessione di coaching per persone ipovedenti organizzata da The Change Foundation.

Il rugby per ipovedenti, in inglese visually impaired rugby, è impostato sul rugby tradizionale e prende elementi sia dalle regole del Rugby Union che dal Rugby League. Simile al touch, il “VI” rugby si gioca con squadre composte da 7 atleti. Il direttore di gara commenta il gioco in ogni momento per aiutare tutti i giocatori a localizzare la propria posizione in campo e permette loro di capire dove si trova la palla e cosa sta succedendo. La palla contiene inoltre dei supporti udibili ai giocatori. Il gioco prevede infine touche e mischie 3v3, in entrambi le situazioni, no-contest.

Nel recente passato il “visually impaired rugby” ha preso piede anche a livello internazionale: nel 2017 con un match disputato tra Nuova Zelanda e British and Irish Lions e lo scorso ottobre in Giappone dopo i Mondiali, con tre gare disputate tra la Nazionale Inglese e quella nipponica.

La sessione di allenamento si svolgerà presso il centro sportivo de “La Ghirada” sabato 14 marzo dalle 9:30 alle 14:00. Seguirà il pranzo al Ristorante Pizzeria Cantera con possibilità di fermarsi e vedere due gare del Guinness Six Nations: Galles vs Scozia alle 15:15 e Italia vs Inghilterra alle 17:45.

Rivolto a giocatori ed allenatori, l’incontro avrà il fine di presentare le regole del gioco ed insegnare ad allenare giocatori di rugby ipovedenti.

Ambasciatore e promotore dell’iniziativa è il leone biancoverde Ian McKinley, il quale seguirà in prima persona la giornata e che si è così espresso: “Ho avuto l’opportunità di conoscere The Change Foundation un paio di anni fa e sin da subito ho deciso di supportarli nella loro iniziativa. Ciò che mi è accaduto, mi ha permesso di capire quanto lo sport possa essere importante nella vita di una persona, soprattutto per superare momenti di difficoltà. Il rugby in questo si conferma uno sport integrante, che unisce e che aiuta a rialzarsi dalle cadute”

 

Questo il programma della giornata:

9:30-9:55 Registrazione

10:00-10:30 Presentazione

10:45-13:15 Campo

13:30-13:55 Riunione conclusiva

14:00 Pranzo

 

Per info scrivere a: media@benettonrugby.it o chiamare lo 0422 324345

 

Alex Bassan – VI Rugby Development Manager 

“Siamo molto entusiasti e onorati di lavorare con il Benetton Rugby e di essere pionieri del gioco in tutta Europa. Non vediamo davvero l’ora di tenere il corso di formazione e creare un “VI” Rugby club all’interno della comunità”

 

Partecipante VI Rugby (Galles) 

“Perdere la vista è stato un grande punto di svolta nella mia vita e fino a poco tempo fa non è stato qualcosa di positivo. L’incontro con Alex e il team della Change Foundation mi ha dato di nuovo un senso di appartenenza. Il rugby è sempre stato nel mio sangue e un modo per esprimermi, perdere la vista mi ha portato via questo, ma adesso me lo sto riprendendo. Ho qualcosa per cui allenarmi, sono più in forma di quanto non sia mai stato e, cosa più importante, i miei bambini possono guardarmi mentre faccio uno sport che amano e posso giocare al loro fianco. Loro sono entusiasti e non avrei mai pensato che sarei stato in grado di lanciare una palla e giocare con i miei figli”

 

Partecipante VI Rugby (Londra) 

“Il VI rugby è fantastico perché offre alle persone con disabilità visive la possibilità di giocare a rugby in condizioni di parità. Quando hai una disabilità visiva, sei sempre in enorme svantaggio contro gli avversari ed i giocatori intorno a te. Il gioco VI è stato progettato molto bene rendendolo giocabile per i giocatori con varie disabilità visive”

 

Jack Pearce – Capitano dell’Inghilterra VI (durante il tour dell’Inghilterra VI Rugby in Giappone nel 2019)

“È stata un’esperienza straordinaria. Non avrei mai pensato di giocare a rugby con altre persone ipovedenti, figuriamoci di giocare in Giappone durante una Coppa del mondo di rugby. Questo è un ottimo sport per non vedenti ed è stato davvero emozionante condividere il campo con i giocatori che hanno avuto gli stessi nostri problemi”


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