MAGNERS LEAGUE: Kris Burton analizza il prossimo impegno dei Leoni

Treviso, 20 November 2010

Treviso, 21 novembre 2010

Kris Burton è giunto a Treviso quest estate, proveniente dai Cavalieri Prato, società toscana che aveva scommesso sul mediano di apertura australiano ma eleggibile per l Italia, che vanta al suo attivo già 4 caps con la maglia azzurra.

Approdato a Monigo in punta di piedi, si è subito messo a disposizione dello staff tecnico, ritagliandosi uno spazio importante nel piano di gioco di Franco Smith.

E la fiducia riposta in lui da parte dell allenatore sudafricano, è stata ampiamente ripagata dall atleta di Brisbane.

Otto presenze in Magners League e 604 minuti giocati, con 32 punti, frutto di due mete (entrambe risultate poi decisive), due trasformazioni, due calci piazzati e soprattutto quattro drop, che l hanno posto ai vertici in questa speciale classifica.

Senza contare poi la presenza contro Leicester in Heineken Cup, con due trasformazioni, tre calci piazzati e anche qui un drop, per un totale di 16 punti.

Uno score che gli è valso una prima chiamata in raduno con la Nazionale Maggiore e poi con la Nazionale A per la sfida contro Tonga.

Attaccante puro, ha fatto vedere tutta la sua grinta e determinazione nell ultimo match interno contro Connacht, cercando sempre il varco giusto e trovandolo poi, grazie anche all aiuto di Benjamin Vermaak, per realizzare una meta assolutamente preziosa.

Quando sono arrivato a Treviso – racconta il giocatore – non mi aspettavo nemmeno di scendere in campo. La squadra era composta in prevalenza di ragazzi che già si conoscevano ed erano ben amalgamati.

Io ho cercato di dare il massimo in tutti gli allenamenti e di rispettare quello che mi chiedeva lo staff. Con tutti loro e con tutte le persone che lavorano in società mi trovo bene.

Mi piacciono le strutture ed il tipo di gioco che adotta Franco Smith. E stata comunque una sorpresa la convocazione per il primo incontro.

Da lì ho capito che dovevo continuare a dare il 100% e a crescere settimana dopo settimana, puntando sempre alla partita successiva .

Parlando di impegni sul campo, non si può allora non pensare alla sfida che attende i Leoni contro una formazione grintosa e di prestigio come l Ulster.

Vengono a Treviso per vincere. Stanno andando bene in Magners League e anche se non avranno a disposizione alcuni nazionali, di sicuro vorranno venire a Monigo per portare a casa punti importanti.

Li abbiamo già visti ed analizzati e sappiamo che sono forti sia fisicamente che nel gioco al largo, quindi di sicuro non sarà facile.

Noi, tuttavia, dovremo semplicemente rispettare il nostro piano di gioco e far bene le cose che sappiamo fare. Così si può vincere, perché credo che la vittoria arrivi sempre dal duro lavoro .

Tra gli addetti del settore nelle ultime settimane serpeggiava insistente la voce che vedeva Kris Burton e Tobie Botes formare la possibile mediana azzurra del futuro. Intanto l intesa sembra essere tra le migliori con il compagno di reparto sudafricano già con la casacca dei Leoni.

Non penso a queste cose – risponde pacato – e sinceramente non so spiegare il buon feeling che si è creato da subito con Tobie, ma anche con altri compagni tra i trequarti.

In generale, direi che ci troviamo bene e che probabilmente lui capisce come gioco e viceversa. Una cosa che ho sempre cercato di fare appena arrivavo in una nuova squadra era quella di capire esattamente che tipo di rugby preferissero i miei compagni. Questo rende tutto più facile .

Per conoscere ulteriormente Kris Burton non resta, quindi, che capire il segreto del suo micidiale drop.

In realtà non c è niente di particolare e non faccio nessun allenamento specifico, se non quelli che si fanno di solito durante le sessioni di calci.

La mia filosofia di gioco parte dal presupposto che quando si è nella metà campo avversaria, in particolar modo nei ventidue, bisogna tornare a casa con dei punti, non importa se tre o cinque o sette.

Se c è una finestra che si apre io so che posso tentare di prendermi il rischio. Io ci provo e poi le altre squadre sanno che non possono lasciarti nessuna occasione perché tu puoi sfruttarla.

Molte volte, comunque, è una cosa istintiva. Contro gli Scarlets, ad esempio, non avevo pensato al drop finchè non ho avuto il pallone in mano .


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