I VOLTI NUOVI: Simone Favaro - Terza Linea

Treviso, 25 Luglio 2012

Treviso, 26 luglio 2012

Simone Favaro, torna alla base come figliol prodigo del rugby trevigiano. Dopo essere cresciuto nelle giovanili del Benetton, aveva infatti continuato la propria carriera agonistica a Rovigo, Parma e Viadana.

Già Nazionale giovanile, ha giocato anche con la squadra A e la Maggiore ed ha partecipato alla Coppa del Mondo Seven di Dubai.

Forte fisicamente, fa di aggressività e tenacia i suoi punti di forza, ed è uno dei migliori placcatori italiani. Nato a Treviso il 7 novembre 1988, è alto 182 cm per 103 chilogrammi di peso.

Proveniente da una famiglia calcistica, è arrivato al rugby, passando attraverso la scuola.

“Sono arrivato alla palla ovale grazie al reclutamento scolastico – conferma il giocatore di Zero Branco – Avevo circa 9 anni e qualche esperienza nel mondo del calcio.

Oltre a questo, poi, c’era un amico di famiglia che è quasi un fratello aggiunto che cercava sempre di convincermi a giocare e alla fine ho provato ed eccomi qui”.

Da lì dunque una lunga trafila di giovanili biancoverdi, dove emerse chiaramente il suo talento, soprattutto nell’arte del placcaggio.

Vittoria di Trofeo Serenissima alla “Guizza” di Padova in finale contro Rovigo e poi titolo nazionale di categoria, prima di ritrovare la maglia rossoblu polesana, questa volta come tesserato, e ancora Parma e Viadana, sponda Aironi.

Nel mezzo, la Coppa del Mondo di rugby a sette, ma soprattutto il debutto in Nazionale Maggiore a Melbourne contro l’Australia.

A Treviso ritorna così per affrontare due competizioni come RaboDirect PRO12 ed Heineken Cup, già provate nella sua esperienza mantovana.

“E’ stata un’esperienza gratificante, nonostante alcuni infortuni. Ho sempre considerato tutti gli avversari allo stesso livello, anche nel Campionato Italiano, ma giocare contro squadre di un certo peso faceva sicuramente piacere, perchè amo quello che faccio”.

L’esperienza Aironi, tuttavia, si è chiusa nel peggiore dei modi e ora la parola d’ordine è ripartire.

“Da questa nuova stagione mi aspetto aria fresca, entusiasmo, tranquillità e voglia di vincere. Mi manca il piacere di poter giocare una partita di rugby, ma anche la possibilità di annusare una bella vittoria.

Io faccio il giocatore di rugby e ho vissuto l’intera questione Aironi ed il loro fallimento in maniera, per così dire, esterna, senza voler troppo entrare nel merito di colpe o problematiche.

Certo non era semplice vedere chi ti stava attorno vivere situazioni difficili, perchè magari legati ad una famiglia e con figli, e quindi tutto l’ambiente ne risentiva e soffriva”.

E quale miglior modo di dimenticare “vecchie ruggini” se non quello di ricominciare da casa.

“Non direi che sono emozionato, perchè comunque qui ho vissuto e sono cresciuto, però sono molto orgoglioso di esserci.

Quando ero più piccolo andavo allo stadio a vedere le partite e guardavo ammirato i giocatori in campo, sognando di poter un giorno indossare anch’io quella maglia.

Adesso mi ritrovo a poter coronare questo sogno e, ironia della sorte, nello staff tecnico ci sono anche alcuni dei giocatori che vedevo in campo a quei tempi”.

Tranquillo nella vita di tutti i giorni, ama rilassare corpo e mente dall’attività fisica intensa a cui è sottoposto un moderno atleta professionista.

“Quando non mi alleno cerco davvero di stare tranquillo con gli amici. Guardo qualche film o ascolto un po’ di musica.

Il mio film preferito è L’attimo fuggente e se devo scegliere un cantante direi Antonello Venditti. La mia vera grande passione, però, è il calcio.

Lo seguo in tutte le forme e squadre possibili. Appena ho una domenica libera, mi piace andare allo stadio, non importa dove.

Una passione di famiglia. Mio fratello Alessandro era un ottimo portiere ed oggi fa il manager sportivo di giocatori, mentre l’altro fratello Davide ha giocato nella Primavera del Milan e poi a livello professionistico come seconda punta e adesso gioca in serie minori perchè comunque vuole continuare con gli studi ed è stato anche Nazionale giovanile”.

Alla Maggiore, però, il primo e sinora unico in famiglia ad arrivare è stato proprio Simone, anche se in un’altra disciplina. Merito soprattutto della forza con cui riesce a mettere a terra l’avversario. Quale dunque il segreto?

“Un buon placcaggio per essere tale deve avere davvero poche caratteristiche. La cosa fondamentale è che ti deve consentire di riavere il possesso della palla, tutto il resto non conta”.


LA SCHEDA

NOME: Simone
COGNOME: Favaro
NATO A: Treviso
IL: 7 novembre 1988
ALTEZZA: 182 cm
PESO: 104 kg
RUOLO: Terza Linea
SQUADRE PRECEDENTI: Rugby Rovigo, Rugby Parma, Aironi
PALMARES: –
HONOURS: Nazionale Maggiore, A, Seven e giovanili


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