I VOLTI NUOVI: Marco Fuser - Seconda Linea

Treviso, 15 July 2012

Treviso, 16 luglio 2012

Marco Fuser è uno dei “rientranti” biancoverdi, visto che ha fatto parte dell’ultima squadra allenata da Franco Smith la scorsa stagione, in qualità di permit player, ma anche dell’Under 20 l’anno precedente, prima di approdare al Marchiol Mogliano.

“Ho un buon ricordo dell’ambiente trevigiano – confessa il neoacquisto – Mi son trovato bene in giovanile e poi lo scorso anno ho partecipato a diverse fasi della preparazione con la Prima Squadra.

In pratica, ho fatto davvero tanta fatica e penso che sarà lo stesso anche per quanto riguarda questa nuova estate”.

Purtroppo per lui, però, nessuna occasione di mettersi in mostra, nonostante le 17 presenze ed un ottimo Campionato di Eccellenza, solo una tappa in panchina nella sconfitta 42-8 a Dublino contro il Leinster il 9 febbraio 2012.

“Avevo una piccola speranza di poter giocare, ma alla fine non sono riuscito a scendere in campo. C’era un divario ampio e anche solo un minuto l’avrei fatto volentieri.

Va anche detto, però, che il periodo non era dei più facili e la partita ancora meno, visto che il Leinster è una delle squadre più forti a livello europeo e l’ha dimostrato vincendo al termine della stagione l’Heineken Cup”.

Dall’Eccellenza al PRO12, insomma, un salto notevole, quasi enorme per un ragazzo così giovane.

“Lo scorso anno mi allenavo praticamente una volta al giorno, in maniera direi da semi-professionista. Il livello del RaboDirect PRO12 è sicuramente più alto, ma anche l’intensità degli allenamenti.

Poi c’è una rosa più ampia e quindi maggior competizione interna, cosa che comunque può aiutare la crescita personale”.

Quella a Mogliano resta, tuttavia, un’annata assolutamente positiva. Fuser è riuscito ad attrarre le attenzioni del Commissario Tecnico Brunel, ma ha soprattutto terminato la stagione con i suoi compagni al terzo posto, arrivando a disputare i play-off Scudetto.

“E’ stata una stagione positiva. A Mogliano ho trovato un bel gruppo, che lavorava bene e con affiatamento.

C’erano molti ragazzi giovani ed anche gli esperti sono sempre stati disponibili, così come i due allenatori Umberto Casellato e Franco Properzi che hanno dimostrato le loro qualità.

La squadra giocava un rugby dinamico, dove era quasi vietato calciare e forse anche questo ha aiutato il nostro cammino.

Per me, in generale, direi che è stata una buona occasione e spero soprattutto una rampa di lancio per il futuro”.

Seconda linea giovane ma già di buona esperienza, tanto da meritarsi la convocazione in Nazionale Maggiore (dopo i trascorsi in quelle giovanili ed A) ed esordire nell’ultimo tour contro il Canada, il 15 giugno scorso (Azzurro n. 625).

“Una bellissima esperienza e che spero possa ripetersi. Peccato solo per un piccolo infortunio subito alla caviglia”.

Oltre ad essere un buon saltatore, fa del dinamismo uno dei suoi punti di forza. E’ nato a Treviso il 9 marzo 1991, alto 198 cm e dal peso di 115 chilogrammi.

“Rugbisticamente nasco come terza linea, soprattutto come numero 8. Sono arrivato a questo sport relativamente tardi, verso i 14 anni.

Ho iniziato nella squadra del mio paese, il Rugby Villorba, con l’Under 15 e poi ho giocato con l’Under 17 e 19 del Rugby Mogliano e con l’Under 20 del Benetton, prima di ritornare come detto a Mogliano.

Mi ritengo un giocatore con una buona corsa e a volte mi stupisco di quello che riesco a fare con la mia velocità.

La rimessa laterale è uno dei miei punti di forza, ma posso sicuramente migliorare per quanto riguarda la preparazione fisica, soprattutto in palestra”.

E pensare che le doti naturali non mancano, sia a livello personale che familiare, a questo ragazzo primo della stirpe Fuser a praticare il rugby, portato a questo sport da un cugino appassionato.

“In famiglia, tranne papà e mamma, siamo tutti alti 1,90 m. Ho due fratelli più grandi, Francesco e Nicola ed uno più piccolo, Alberto, che adesso si sta anche lui cimentando con la palla ovale e gioca seconda linea a Villorba”.

Una famiglia numerosa ed altissima, insomma, ma anche dalla grande caratura sportiva.

“Nel tempo libero mi piace molto correre in bici. Sono un ciclista amatoriale e quando riesco cerco di fare 60-70 km con direzione preferita verso il Montello oppure verso Mestre per andare a trovare i nonni.

E’ una passione che ho preso da nonno Giovanni, che è stato anche Campione Italiano di ciclismo a livello dilettantistico.

Invece, non ho nessun rapporto di parentela con l’ex calciatore di Lazio e Parma, anche se ogni tanto gli amici per scherzare mi chiamano Diego.

Oltre al ciclismo, mi piace molto la montagna ed il tiro con l’arco, i film d’azione ed un po’ tutta la musica in generale”.

Davanti a sè nelle gerarchie di formazione troverà quest’anno una delle coppie meglio assortite della competizione, quella costituita da Antonio Pavanello e Corniel Van Zyl.

Una torre sudafricana già chiamata più volte a rappresentare la Nazionale Italiana e considerato il vero e proprio ingegnere della touch biancoverde ed un giocatore che si è riconquistato di recente la maglia azzurra, ma che è anche a Treviso da molte stagioni e si è meritato da tempo i gradi di capitano.

“Quando ho saputo dell’offerta del Benetton, ho colto al volo l’opportunità di questa chiamata, per poter giocare a questo livello e misurarmi con gente più esperta.

E’ un grosso stimolo avere come compagni dei giocatori come Corniel ed Antonio. Van Zyl è bravissimo in rimessa laterale e in questa fase statica è uno dei punti fermi.

Pavanello, invece, da subito mi ha dato l’idea di un giocatore che non molla mai, di uno pronto a dare tutto per portare sempre avanti la squadra”.

LA SCHEDA

NOME: Marco
COGNOME: Fuser
NATO A: Treviso
IL: 9 marzo 1991
ALTEZZA: 198 cm
PESO: 115 kg
RUOLO: Seconda, Terza Linea
SQUADRE PRECEDENTI: Marchiol Mogliano
PALMARES: –
HONOURS: Italia, Italia A, Nazionali giovanili


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